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EASA: ecco le linee guida per le operazioni con drone Specific a medio rischio

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EASA ha pubblicato le linee guida per le verifiche di progetto che riguardano tutte le operazioni che interessano la categoria Specific, più precisamente quelle relative al rischio SAIL III e IV (metodologia SORA). 

La restante parte delle operazioni, quelle che non rientrano nella categoria Open, come indicato dal regolamento italiano UAS-IT, hanno bisogno di certificazioni e autorizzazioni in più.

In linea generale per poter operare nella classe Specific è necessario ottenere delle autorizzazioni aggiuntive dall’Ente Nazionale Aviazione Civile. In questo momento per operare nella categoria Specific solo con l’autocertificazione, sono ammessi gli scenari standard STS-01 urbano e STS-02 extra-urbano. 

EASA: ecco le linee guida per le operazioni Specific a medio rischio

L’8 aprile 2021 l’Agenzia dell’Unione Europea ha pubblicato le linee guida per i produttori  e le autorità locali, che chiariscono il processo per la verifica della costruzione di UAS.

Si tratta quindi di un componente essenziale in grado di dare delle garanzie in merito alla sicurezza delle operazioni con i droni che fanno parte della categoria Specific.

Dal momento in cui attraverso il nuovo regolamento è possibile applicarlo in questo contesto, il volume delle operazioni con i droni che si effettuano in tutta Europa è aumentato velocemente e in maniera considerevole.

Di conseguenza maggiore è il volume registrato più è il lavoro che gli operatori stanno effettuando per aumentare la verifica del progetto del drone da parte di EASA. 

Questo aspetto è fondamentale per garantire la sicurezza, soprattutto quando le operazioni sono eseguite in zone popolate.

Nelle Linee guida rilasciate e pubblicate da EASA è presente il procedimento per l’analisi del progetto e l’emissione del rapporto di verifica. 

Il procedimento dipenderà dal grado di rischio dell’operazione. Quando il drone è usato in operazioni considerate nella fascia ad alto rischio, ovvero SAIL V e SAIL VI, EASA il procedimento è lungo e fornirà un certificato di secondo tipo (Parte 21).

Mentre se il drone è usato in operazioni che rientrano nella categoria a medio rischio, cioè SAIL III e SAIL IV secondo il SORA, sarà attuato un processo più adeguato e proporzionato, per la verifica del progetto.

L’obiettivo di EASA è quello di mettere in sicurezza tutti, i suoi sforzi hanno come scopo quello di offrire delle operazioni protette, sicure e sostenibili dei droni. 

Attraverso questa nuova procedura di verifica si avrà la possibilità di ottenere numerosi vantaggi, in quanto il progetto è stato sviluppato per sostenere tutte le parti interessate; sarà applicato un rapporto proporzionato che tende a migliorare e favorire aspetti come l’innovazione e la crescita di questo settore.

Patrick Ky, Executive Director di EASA,  ha dichiarato anche che il processo di verifica dei progetti può essere attuato in modo immediato e che le autorità aeronautiche nazionali sono incoraggiate a richiedere agli operatori UAS che stanno effettuando le operazioni che fanno parte della categoria Specific con rischio medio, di usare droni per cui EASA ha concesso un rapporto di verifica del progetto.

Costi per la verifica del progetto

Per quanto riguarda i costi da sostenere per effettuare la verifica del progetto da parte del personale EASA, sono presenti nel regolamento UE 2019/2153, in quanto sarà addebitato solamente il tempo reale ed effettivo che si è impiegato per l’analisi del progetto e in qualsiasi caso non è possibile andare oltre le 180 ore lavorative.

Potenzialità dei droni

I droni sono dei dispositivi decisamente tecnologici e sempre più utilizzati, in quanto stanno rivoluzionando tutti i settori da quello economico, industriale e tecnologico. 

Questi sono i tre motivi principali per cui l’Europa è spinta a investire in questo campo, in grado di risollevare e dare impulso alla parte economica.

I droni rappresentano oggi la soluzione ideale per dare più sicurezza al mondo, possono essere utilizzati per le verifiche strutturali di strade, ferrovie o ponti ad esempio. 

Si tratta di una situazione vantaggiosa e geniale, prima di tutto attraverso questo sistema innovativo si ha la possibilità di risparmiare sui costi e tempi e non solo, grazie ad essi si ha la possibilità di diminuire i rischi per gli operatori. 

L’Europa sta credendo fermamente che questo sistema è il migliore che si possa avere oggi, che oltre ad essere sostenibile è un metodo essenziale soprattutto per gli aeromobili a pilotaggio remoto, per questo ha deciso di investire mediante il finanziamento di progetti di ricerca e innovazione.

Entro il 2022 si prevedono una media di 35 milioni di droni in volo, di cui il 25% sarà presente nel territorio europeo. 

Ad ottenere uno sviluppo maggiore saranno di certo il trasporto di merci e passeggeri; ciò nonostante  gli aeromobili a pilotaggio remoto saranno utilizzati per altri aspetti tra cui il monitoraggio ambientale, l’assistenza medica d’emergenza, l’agricoltura di precisione, l’ispezione delle infrastrutture di trasporto e la mappatura del territorio.

 

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