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Provato finalmente “sul campo” il nuovo Mavic3 Cine

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Lo abbiamo aspettato tutti trepidanti ed alla fine il Mavic3, ultimo della numerosissima famiglia cinese della DJI è uscito facendo piazza pulita della concorrenza (come al solito). Questo nonostante il costo elevato e la spada di Damocle della nuova normativa Easa che potrebbe non vederlo “retrocertificato” CE come previsto dal 2023.

Sulla carta prometteva bene ma dai test di volo e dalle prove tecniche, non emergevano le pecche riscontrate in un utilizzo “professionale“.

Cominciamo subito col dire che il sensore più grande si sente eccome, specialmente nell’utilizzo con le basse luci che risulta impressionante. Zero o quasi “rumore” ad alti ISO ed una definizione e fluidità dell’immagine davvero ragguardevoli con i suoi 60 fps a 4K e 240 in full HD. E questo lo immaginavamo,…

ma come si comporta sul campo di battaglia?

Punto 1, Lo zaino fornito di serie: anche se lo zaino dato di serie sulla versione CINE appare “fichissimo” e fatto con materiali ultraresistenti, è di una scomodità unica. Molto meglio una più ingombrante valigetta semirigida acquistabile da terze parti dove trovi tutto subito. Lo zaino DJI ha più zip che tasche, con curve a gomito e tutto è “stipato” alla perfezione ma per trovare qualcosa rischi di tirare fuori tutto e quando hai fretta e magari è notte e c’è poca luce non è il massimo 🙁 Troppo morbida la seppur generosissima tasca nascosta che nasconde gli spallacci quando è utilizzata in versione zaino. Non protegge per nulla eventuale attrezzatura come monitor, goggles, ecc

Punto 2, Le 2 camere: totalmente inutile la seconda camera con la funzione zoom 28x (per altro solo 1920×1080) assolutamente inutilizzabile per un uso cinematografico professionale e molto più indicata su una versione magari enterprise per ispezioni tecniche. Sarebbe carino il 3x ottico della camera principale che accontenterebbe un D.O.P. (direttore della fotografia) avvicinandosi ad un’ottica intercambiabile ma la modalità zoom esclude il Prores e quindi inutilizzabile pure quella per il cinema.

Punto 3. la “SSD” non è rimovibile!!! la memoria interna da 1Tera rimane a bordo del drone che durante lo scarico deve pure essere acceso!!! Allora: chi ha avuto a che fare con produzioni cinematografiche, sa bene che i tempi di trasferimento del girato al D.I.T. (persona che in una produzione si occupa esclusivamente dello scarico e la verifica del materiale girato) possono durare ore perchè magari va in coda alle altre unità di ripresa con macchine a terra mentre il regista vuole subito girare la scena successiva…. Facile, cambio SSD e riparto. NO, il drone rimane al D.I.T. che te lo ridà quando lo scarico è terminato… Allucinante.

Punto 4. Funzioni automatiche: Alla versione di firmware attuale (in futuro non so) le funzioni automatiche di tracking, utili in determinate scene da ripetere molte volte o che debbono essere molto precise, NON sono utilizzabili in modalità Prores (il formato che viene scritto sulla SSD) ma solo in formato compresso H264 o H265 (che viene immagazzinato sulla micro SD), formati non compatibili con il workflow cinematografico

Punto 5, L’interfaccia: L’applicazione DJI Fly è davvero imbarazzante per un uso professionale. Pagine difficili da trovare, layout non ergonomico, molto più adatto al pubblico del Mavic mini2 (stessa applicazione infatti) con minori pretese. Il controllo camera e fuoco dovrebbe essere completamente riscritto così come l’accesso ad altre funzioni magari assegnabili al radiocomando.

Lontani anni luce dal potentissimo Cendence, il radiocomando dell’Inspire2 che rimane ancora il padrone indiscusso delle produzioni cinematografiche nonostante la sua “veneranda” (si fa per dire) età nasceva infatti nel 2016. Troppa voglia di uscire sempre con cose nuove a discapito dell’utilità reale dei miglioramenti o presunti tali.

In questo articolo ci siamo soffermati sugli aspetti negativi o scomodi di questo modello. Per come sono abituato a lavorare io su un set cinematografico, possono essere un limite e avrei volentieri fatto a meno dello zoom a favore di un costo più contenuto. Lo zaino lo sostituirò (spendendo ancora) l’SSD non rimovibile resta comunque il problema più importante.

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