Tanti anni di insegnamento e, puntualmente, la domanda è sempre la stessa: Si può volare in Open category all’interno delle zone rosse?
La domanda è più che legittima. Sul portale D-Flight, infatti, sono presenti diverse zone rosse e, cliccando sulla “I” dopo aver selezionato una zona, compare spesso un messaggio chiaro: volo vietato. Ed è vero… almeno a una prima lettura.
In realtà, le zone rosse presenti su D-Flight non sono tutte uguali e si possono dividere in due grandi categorie: Zone vietate per ragioni di sicurezza aeroportuale che si estende ovviamente anche agli eliporti e alle aviosuperfici, e quelle invece vietate per ragioni diverse come ad esempio per motivi di sicurezza nazionale o di protezione della fauna o di beni artistici o ancora per ragioni di riservatezza o di salvaguardia della popolazione o, infine, a protezione di una determinata zona o struttura anche civile ritenuta per qualunque motivo, “sensibile”.
Le zone davvero interdette alla categoria Open
Le uniche zone rosse che non possono mai essere penetrate in categoria Open sono quelle della prima categoria, cioè le zone aeroportuali che necessitano per tutti, non solo in Open, di una autorizzazione dell’autorità competente, che in Italia è ENAC. In questi casi il divieto nasce, infatti, dalla esigenza primaria di scongiurare possibili collisioni in volo tra UAS e aeromobili con equipaggio, con conseguenze che possono essere catastrofiche.
Qui, purtroppo (o per fortuna), non ci sono scorciatoie: in categoria Open non si vola.

Tutte le altre zone rosse: il punto chiave
Per tutte le altre zone rosse, invece, il volo in categoria Open è possibile, ma non automaticamente.
È necessario ottenere un “nulla osta” o un “permesso” – termini che usiamo volutamente per distinguerli dalla vera e propria autorizzazione.
Questo significa che può essere richiesto anche da un operatore (o da un Pilota se le due figure coincidono) che ha un attestato in categoria Open, non è necessario essere in categoria Specific o Certified solo perché la zona è “rossa”.
Perché nasce la confusione
Il dubbio nasce dal fatto che chi opera in categoria Open è abituato a:
- volare senza chiedere nulla a nessuno;
- rispettare semplicemente i limiti di quota indicati da D-Flight;
- mantenere le distanze dalle persone in base alla classe del proprio UAS;
- operare nel rispetto di privacy, buon senso ed educazione (che non guastano mai).
Il solo fatto di non poter decollare subito, ma di dover attendere un permesso, porta molti a pensare che il volo sia totalmente vietato. In realtà non è così.
Come leggere correttamente D-Flight
D-Flight ha aggiornato le informazioni presenti nel popup, indicando chiaramente nella sezione “Regole dell’aria” se:
- le operazioni sono vietate solo in categoria Open;
- oppure se il divieto riguarda una zona aeroportuale.
Aprendo la sezione sottostante del popup, quella dedicata alle “zone interessate”, è possibile capire subito:
- se si tratta di aeroporto, eliporto o aviosuperficie → qui non c’è margine;
- oppure se la limitazione è legata ad altri motivi → qui il permesso è la chiave.
In questi casi non si può volare “subito”, ma occorre ottenere il nulla osta dall’ente che ha istituito la limitazione, informando ENAC tramite l’apposito modulo.
👉 Nel prossimo articolo vedremo nel dettaglio quali permessi possono essere richiesti in categoria Open e come funziona la procedura, a seconda dei diversi scenari operativi.

Giovanni Formosa
